GLI INIZI DELLA FILOSOFIA



La filosofia nasce  nel VI secolo a.C. nelle colonie greche dell'Asia Minore in particolare nella città di Mileto, questo perchè lì c'erano contatti con molte culture (egizia, babilonese, orientale) prosperità economica, libertà di pensiero.


Con gli inizi della Filosofia inizia  a svilupparsi un modo nuovo per darsi una spiegazione sul mondo e sulla sua struttura. 

Un metodo non più determinato dalla spiegazione religiosa, leggendaria, dalla mitologia ma bensì sulla discussione razionale.





                                 



                                GLI IONICI 

Gli Ionici si distinsero per un atteggiamento aperto, razionale e innovativo. 

Furono tra i primi Greci a cercare spiegazioni logiche e non mitiche della realtà: in Ionia nacque infatti la filosofia, con pensatori come Talete, Anassimandro e Anassimene, che cercavano un principio naturale, ossia l'arché,  all’origine di tutte le cose. Questo segnò il passaggio dal mito al logos




Talete 


Talete è considerato il primo filosofo della storia. Secondo lui il principio di tutte le cose (arché) era l’acqua, perché indispensabile alla vita e capace di trasformarsi. Si occupò anche di matematica e astronomia e si dice che abbia previsto un’eclissi di Sole. Per Talete la natura è viva e ordinata secondo leggi razionali.


Anassimandro 

Anassimandro era allievo di Talete, introdusse un’idea più astratta di arché: l’àpeiron, cioè l’indefinito e infinito, da cui tutte le cose nascono e a cui ritornano. Elaborò una visione cosmologica dell’universo, disegnò una delle prime mappe geografiche e sostenne che gli esseri viventi si evolvono nel tempo.


Anassimene 

Anassimene fu probabilmente discepolo di Anassimandro. Identificò l’arché nell’aria, che attraverso processi di rarefazione e condensazione dà origine a tutte le cose. La sua filosofia rappresenta un tentativo di conciliare l’astratto àpeiron con un elemento naturale concreto.





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